La Torre Polveriera, che si nota da lontano sul pendio meridionale della collina di Tirolo, poco sopra la chiesa parrocchiale di San Nicolò, era nel 1300 parte integrante del castello Ortenstein, costruito all’interno del primo nucleo abitativo di Merano e corrispondente all’attuale rione Steinach. Del complesso fortificato sono rimaste poche tracce: oltre alla Torre Polveriera, sono rimasti la Porta Passiria, il palazzo padronale, oggi documentato solamente da uno schizzo del Codice Brandis, e piccola parte delle mura cittadine orientali. L’erezione di mura defensive, caratterizzate dalla presenza di quattro grandi porte di accesso, fra cui appunto la Porta Passiria, e la costruzione di una via commerciale lunga ben 400 metri caratterizzata dai “Portici a Monte” (die Berglauben) e dai Portici a Fiume” (die Wasserlauben) permise al borgo di divenire una città fortificata e di incrementare in breve tempo il numero degli abitanti che all’epoca arrivava a circa 1600 persone.  La struttura della torre, a doppio muro accostato, di cui quello interno è in opus spicatum (tipo di pavimento con mattoncini disposti a spina di pesce diffuso dai Romani), ha fatto avanzare l’ipotesi di un’origine assai più antica che risalirebbe all’età romana. Anche la posizione, su un rilievo roccioso alI’imbocco della Val Passiria, in stretta vicinanza con il Castrum Maiense su cui sorse Castel San Zeno (Zenoburg), confermerebbe la sua remota antichità. Con l’abbandono di Merano da parte degli Asburgo, il castello Ortenstein decadde rapidamente, lasciando però integra la struttura della torre, che fu collegata alla cinta fortificata di Merano all’inizio del 1600 tramite un muro. La torre fu destinata a deposito delle polveri; da qui in nome attribuito di Torre Polveriera (Pulverturm).