Nel punto d’incontro di sentieri e dell’importante via di collegamento col Passo Giovo e Innsbruck, su una rupe chiamata Monte San Zeno si erge Castel San Zeno a mò di nido d’aquila. Nulla di più appropriato come appellativo perché in esso si conserva la più antica raffigurazione dell’aquila tirolese, sigillo della grande contea principesca del Tirolo.
In questo luogo si presume che già in epoca preistorica sorgesse un castelliere quale posto di osservazione; in seguito, con l’arrivo dei Romani nel 15 a. C., seguì la costruzione del Castrum Maiense, il cui compito era il controllo delle vie di transito sull’intera valle dell’Adige, in particolare della via imperiale Claudia Augusta che sul lato opposto della conca di Merano collegava la Decima Regio Italica con la Regione Rezia, ossia con la Germania. In seguito sul monte venne eretto un santuario dedicato a San Zeno che divenne ben presto meta di pellegrinaggio a
seguito della sepoltura nel 472 di San Valentino, predicatore che aveva convertito i Reti. Attorno al 1250 l’intera area di Monte San Zeno venne acquistata dai signori von Suppen, ministeriali del duca di Tirolo-Gorizia Mainardo II°, che vi eressero la propria residenza; pochi decenni dopo, nel 1288, fu proprio lo stesso duca ad acquistarlo per farne la propria residenza in sostituzione di Castel Tirolo, divenuto scomodo per la distanza da Merano.
Castel San Zeno fu una delle residenze più care alla famiglia dei Tirolo fino a quando Carlo di Lussemburgo, futuro imperatore del Sacro Romano Impero, lo distrusse nel 1347 come forma di vendetta per non essere riuscito a conquistare Castel Tirolo, strenuamente difeso da Margherita Maultasch, l’ultima discendente della contea tirolese. Questo evento ebbe conseguenze fatali per il maniero, che non venne più ricostruito; l’edificio andò totalmente in rovina, ad esclusione della chiesetta. Nell’anno 1782 il rudere viene messo all’asta e acquistato dal meranese Veit Jordan e rivenduto nel 1800 a Leopoldo von Braitenberg, i cui discendenti ne sono tuttora i proprietari.
La struttura non è visitabile.
