I castelli della Val d’Adige, della Val di Non e della Val di Sole
Nel secondo volume della trilogia vengono presentati 35 disegni con 114 vedute disseminate lungo la Val d’Adige, la Val di Non e la Val di Sole. Se le raffigurazioni possono ridare vita e splendore alle residenze nobiliari, le preziose informazioni fornite dai quattro saggi introduttivi consentono di contestualizzare il Codice Brandis in un periodo storico assai turbolento, caratterizzato dalla Guerra dei Trent’anni e dall’arrivo della peste, tra i drammatici cambiamenti climatici e il persistere di paure collettive ancora fortemente legate alla cultura medievale, tra l’apertura di grandi vie di commercio tra nord e sud Europa e sensazionali scoperte scientifiche.
Nella zona descritta dalla quarta copertina “da Merano in direzione Bolzano, fino a Termeno ecc.” …) si trovano i disegni di Castel Brandis e Castel Leone (Leonburg), di Castel Montebruno (Braunsberg) e della residenza Helmsdorf, di Castel Sant’Erasmo (Wehrburg), di Castel Bavaro (Payrsberg) e di Castel Schwanburg, di Castel Neuhaus (conosciuto anche come Castel Maultasch), di Castel Greifenstein, di Castel d’Appiano, di Castelforte (Festenstein) e di Castel Wolfsthurn, della residenza Thalegg, di Castel Boimont, di Castel Lodrone (Freudenstein), della residenza Liebenstein (Weißhaus), di Castel Ganda e di Castel Englar, di Castelvecchio (Altenburg), dei paesi di Termeno e di Caldaro, di Castel d’Enna, di Castel Kaldiff. Nella zona che descrive i castelli nel territorio della Val di Non e della Val di Sole [Auf den Nonsberg bis auf den Sulzberg], il paesaggista architetto Francesco Lucchese descrive l’antica stazione doganale de La Rocchetta, Castel Belasi, Castel Sporo e Castel Thun, Castel Nanno e Castel Valer, Castello di Flavon, i castelli di Vasio e Arsio, Castel Cles e dintorni, Castel Morenberg a Sarnonico, Castello di Castelfondo, Castel Malosco, i castelli di San Giovanni e di Arsio, Castello di Altaguardia, Castel Campo, la Rocca di Samoclevo, Castel Caldes, Castello di Ossana, il palazzo Migazzi a Cogolo.
Salta all’occhio la mancata documentazione nel Codice Brandis di altre importanti strutture fortificate site nell’area delimitata dall’altopiano di Tesimo, tra cui il notevole Castel Fahlburg, dimora prediletta del probabile committente del Codice, Jakob Andrä von Brandis.
Titoli dei saggi introduttivi contenuti nel secondo volume
– Il Tirolo nel Seicento: da Contea a Stato territoriale di Ulrike Kindl, già professore all’Università Ca‘ Foscari di Venezia, ricercatrice e curatrice del Codice Brandis.
– Il Tirolo e la Guerra dei Trent’anni di Alessandro Baccin, storico, saggista e curatore del Codice Brandis.
– Terra e acqua. Le vie di comunicazione nel Tirolo del Seicento di Fiorenzo Degasperi, pubblicista e ricercatore.
– Le creature leggendarie nei castelli del Tirolo e il loro contesto iconografico di Siegfried de Rachewiltz, storico, già direttore del Museo provinciale di Castel Tirolo, fisiologo.
Col contributo della Regione Autonoma del Trentino – Alto Adige, della Provincia autonoma di Bolzano, dei Comuni di Merano e di Lana. In collaborazione con gli enti Burgeninstitut di Bolzano, Accademia Roveretana degli Agiati, Associazione Castelli del Trentino.
ISBN: 978-88-6876-237-7
Per prenotazioni e informazioni: mail contatto@tangram.it
Per contatti col curatore del Codice Brandis (Alessandro Baccin): tel 335 6090344
Regalare l’elegante trilogia de “Il Codice Brandis” significa conservare in casa un raro e prezioso documento sull’antica Contea del Tirolo con riferimenti alla storia più recente dei castelli della regione Trentino-Alto Adige. Tre volumi in copertina cartonata con i disegni originali dei castelli pubblicati per la prima volta e centinaia di immagini provenienti da musei di tutta Europa a disposizione presso l’Archivio editorale del Codice Brandis in via Portici 204 a Merano.
