{"id":147189,"date":"2026-09-18T17:37:10","date_gmt":"2026-09-18T15:37:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tangram.it\/?page_id=147189"},"modified":"2026-09-18T18:39:38","modified_gmt":"2026-09-18T16:39:38","slug":"duomo-di-merano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/duomo-di-merano\/","title":{"rendered":"Il duomo di Merano"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Parrocchiale2-e1789747291776.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"175\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Parrocchiale2-e1789747291776-175x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-142973\" srcset=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Parrocchiale2-e1789747291776-175x300.jpg 175w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Parrocchiale2-e1789747291776-255x437.jpg 255w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Parrocchiale2-e1789747291776.jpg 389w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a><figcaption>La cuspide di Francesco Lucchese domina la citt\u00e0 e ne \u00e8 diventata l&#8217;icona.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando vennero iniziati i lavori di costruzione Merano attraversava un periodo di sviluppo senza precedenti. Con l\u2019ascesa dei conti di Tirolo e il loro predominio territoriale, il piccolo agglomerato di case era divenuto il principale foro commerciale della regione e si era gradualmente trasformato da borgo contadino, per lo pi\u00f9 concentrato nella parte alta del territorio, in un impianto prettamente mercantile. Nella seconda met\u00e0 del Trecento si complet\u00f2 l&#8217;impianto prettamente mercantile con la costruzione dei principali edifici religiosi. Nel 1260 iniziarono i lavori di costruzione della chiesa su una precedente costruzione tardoromanica e si protrassero per quasi due secoli, fino al 10 novembre 1465, quando &nbsp;venne finalmente consacrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Esterno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"alignleft size-medium\"><a href=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-200x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-147200\" srcset=\"https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-255x383.jpg 255w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-407x611.jpg 407w, https:\/\/www.tangram.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_3830-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption>Il gigantesco affresco di San Cristoforo<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sulla facciata meridionale prevale maestosa l\u2019immagine di San Cristoforo con i piedi piantati nell&#8217;acqua, la mano saldamente avvinghiata ad un tronco con radici, sulle spalle Ges\u00f9 bambino, come nella pi\u00f9 classica delle rappresentazioni. Egli doveva rappresentare il santo che proteggeva da morte improvvisa e nelle leggende era famoso il detto popolare che ricordava al passante di osservare l\u2019affresco di San Cristoforo per aver assicurata la salute per l\u2019intero giorno. Da notare nell\u2019affresco almeno due particolarit\u00e0: i piedi della figura sono erroneamente posizionati rispetto alle gambe, ossia il piede destro si trova all\u2019estremit\u00e0 della gamba sinistra e viceversa. Non se ne riconosce il motivo ma si tratta presumibilmente di una svista dell\u2019artista (sconosciuto) che esegui l\u2019opera nel 1490. Tra le gambe di San Cristoforo si nota la figura mitologica della sirena bifida, spesso rappresentata in altre chiese o cappelle dell\u2019Alto Adige; in questo caso la sirena mostra il grembo aperto, tenuto aperto dale mani in segno di fertilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla facciata meridionale si trova anche il portone laterale con una magnifica strombatura scanalata dove sono esposte otto statue di santi. Un battacchio, raffigurante un\u2019aggressiva testa leonina incorniciata da foglie e grappoli d\u2019uva, vigila sull\u2019entrata dei fedeli, impedendo l\u2019ingresso alle forze del male (funzione atropotopaica). Con lo stesso compito, sulla cima della torre meridionale, sono presenti dei mascheroni, che con sguardo minaccioso controllano il movimento delle persone lungo la via dei Portici alla ricerca di creature diaboliche. Sempre sullo stesso lato nel 1340 venne collocata in un\u2019edicola la statua in pietra arenaria di San Nicol\u00f2, intento a proteggere con mano benedicente la citt\u00e0 dai pericoli delle inondazioni del torrente Passirio, che in passato con disastrosa regolarit\u00e0 aveva sconvolto il territorio a sud della citt\u00e0 e provocato centinaia di vittime. Fu per questo motivo che la chiesa venne dedicata al Santo, divenuto nel frattempo anche patron della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il campanile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La torre campanaria venne edificata in quattro fasi: la parte in pietra si fa risalire alla prima met\u00e0 del 1300, in contemporanea all\u2019edificazione dell\u2019abside gotica a cui il campanile si appoggia. Nella prima met\u00e0 del XVI secolo, attorno al 1530, fu realizzato il piano delle campane con gli orologi inseriti su 3 lati, ma pochi anni dopo, nel 1545, il campanile venne di nuovo sopraelevato di un piano con l\u2019aggiunta di altri 4 grandi orologi, di cui uno posizionato sul lato nord in modo da poter essere osservato anche dai residenti di Monte Benedetto. Nel 1618 venne edificata da parte dell\u2019architetto Francesco Lucchese la \u201cCopertura all\u2019italiana\u201d che, grazie alla maestria di una squadra di muratori bergamaschi riusc\u00ec a erigere l\u2019elegante cuspide ottagonale senza compromettere la stabilit\u00e0 dellintero manufatto e a portare l\u2019altezza del campanile a 83 metri, una delle maggiori in tutto l\u2019Alto Adige. Alla base della torra campanaria, all\u2019interno di un passaggio, si tyrova un meraviglioso affresco del maestro Venceslao che nel 1413 vi dipinse Giovanni de Math\u00e1 nelle vesti bianche dell\u2019Ordine dei Trinitari intento a indicare a Felice di Valois la Croce a due tinte (blu e rosso), simbolo dell\u2019Ordine. Entrambi sono inginocchiati in segno di devozione, mentre un cervo osserva con una certa reverenza la croce. La pittura parietale del passaggio opposta appare molto danneggiata ed \u00e8 caratterizzata da due mensole in pietra raffiguranti sul lato sinistro una testa di leone e sulla destra un interessantissimo e ben conservato busto femminile incorniciato da lunghi capelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Interno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aspetto attuale si deve soprattutto alle disposizioni di Giuseppe II in materia di secolarizzazione e ai restauri fatti alla fine dell&#8217;Ottocento, che eliminarono e rinnovarono quasi completamente l&#8217;arredamento interno. Gli altari gotici furono acquistati sul mercato di antiquario nel XIX secolo. Risalgono a quel periodo le vetrate, ad eccezione di due, datate attorno al 1400 e provenienti dalla chiesa di Santo Spirito. Di particolare pregio sono la vetrata col Compianto sul Cristo morto e la serie di finestre, che riprendono la leggenda di San Nicol\u00f2. Sulla sommit\u00e0 dei pilastri dipartono le volte gotiche con nervature molto sottili quasi a simboleggiare la preghiera dei fedeli che con le loro braccia si congiungono in alto per raggiungere l\u2019aldil\u00e0, il paradiso. Verso le pareti esterne le nervature si ricongiungono a semicolonne che poggiano su otto mensole, che nella parete meridionale seguono un concetto religioso, come ad esempio la figura dello Spirito Santo, mentre sulla parete opposta si richiamano al mondo fantastico, come il volto dell\u2019\u201dHomo selvatico\u201d o i due irreverenti bambini chinati sulla schiena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L\u2019abside inclinata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chi si pone al centro della navata e getta lo sguardo verso l\u2019abside in stile gotico, noter\u00e0 come essa sia asimmetrica rispetto alla navata centrale con un\u2019inclinazione verso nord. Qualche storico attribuisce questa strana soluzione architettonica alla presenza di alcuni edifici troppo vicini durante la prima fase di edificazione dell\u2019edificio, altri sostengono che si sia trattato di un errore di progettazione e altri ancora sostengono la tesi del vescovo francese Guglielmo Durante, secondo il quale si tratta di una precisa scelta architettonica non autorizzata per rappresentare la posizione del corpo crocefisso di Cristo: l\u2019abside, costituirebbe il capo reclinato sul lato destro e la navata centrale ne rappresenterebbe il corpo. Un\u2019asimmetria che si pu\u00f2 ritrovare in altre chiese in Europa, ma che solo nella chiesa di Merano consente di scoprire con relativa facilit\u00e0 il significato nascosto della sfasatura architettonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>La fonte battesimale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un discorso a parte merita la fonte battesimale in marmo che si trova nella navata settentrionale, a sinistra del coro. Essa \u00e8 opera relativamente recente del 1885 costruita in marmo proveniente dalla cava di Tel, la stessa che forn\u00ec la materia prima dei menhir ritrovati a Lagundo. Essa \u00e8 coperta da una torretta neogotica, opera dell\u2019artigiano Josef Wassler, di Lana che si richiam\u00f2 all\u2019iconografia medievale con la rappresentazione dell\u2019eterna lotta tra il bene e il male, quest\u2019ultimo raffigurato da un drago, sottomesso dalla forza di un cervo che, dopo averlo rinchiuso negli inferi, gli impedir\u00e0 di arrivare alla fonte battesimale e quindi al corpo del neonato. Vinta la lotta, il cervo viene raffigurato nell\u2019atto di abbeverarsi alla fonte della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando vennero iniziati i lavori di costruzione Merano attraversava un periodo di sviluppo senza precedenti. 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