{"id":137320,"date":"2018-12-18T01:37:51","date_gmt":"2018-12-18T00:37:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tangram.it\/?page_id=137320"},"modified":"2021-10-12T18:08:11","modified_gmt":"2021-10-12T16:08:11","slug":"marmo-di-lasa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/archivio-di-storia-e-letteratura\/merano\/marmo-di-lasa\/","title":{"rendered":"Il marmo di Lasa"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;137322&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>di Silvano Neri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mineralogia \u00e8 semplicemente definito: Calcare cristallino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il nome marmo di Lasa pu\u00f2 essere inteso, in senso generico, il marmo estratto dai monti costituenti la sponda sud della Val Venosta, tra i paesi di Tel e Lasa, nelle numerose cave esistenti, a quote diverse, lungo un tratto di circa 30 km.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte di queste cave sono rimaste in attivit\u00e0 solo per brevi periodi, poi sono state abbandonate per qualche motivo che le rendeva antieconomiche; alcune, pur essendo ancora in attivit\u00e0, danno un marmo qualitativamente scarso e pertanto adatto soltanto alla produzione di materiali secondari o di poco valore, come calce e graniglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In senso pi\u00f9 stretto s\u2019intende invece con il nome sopra indicato esclusivamente il materiale estratto dai giacimenti situati all\u2019imbocco della Val di Lasa e nei pressi della malga di Covelano, rispettivamente in territorio dei comuni di Lasa e Silandro. \u00c8 sul marmo proveniente dal giacimento in Val di Lasa e pi\u00f9 precisamente dalla cava denominata \u201cAcqua bianca\u201d (per una cascata d\u2019acqua biancastra in quella zona), che si \u00e8 basata l\u2019attivit\u00e0 artigianale da secoli fiorente a Lasa e quella di tipo industriale sviluppatasi, sempre a Lasa, a partire dal 1929.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la fine degli anni \u201950, la \u201cCava di Covelano\u201d, gi\u00e0 aperta circa un secolo prima e rimasta a lungo inutilizzata, \u00e8 stata ceduta in affitto, con contratti a lungo termine, dal Comune di Silandro alla principale azienda marmifera di Lasa, che ha iniziato a sfruttarla intensamente, dopo aver costruito una strada camionabile che permettesse il trasporto dei blocchi di marmo da essa estratti, fino alla cava dell\u2019acqua bianca, da dove potessero proseguire, assieme alla produzione di quest\u2019ultima, attraverso i preesistenti complessi impianti, fino a Lasa, per esservi lavorati o commercializzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasa \u00e8 l\u2019unico paese della Val Venosta in cui, oltre a una grossa azienda a livello industriale, esistono aziende artigianali per la lavorazione e l\u2019utilizzo del marmo nel campo edilizio e artistico. Da tutto ci\u00f2 appare evidente il perch\u00e9 del nome con il quale il marmo proveniente dalla Val Venosta \u00e8 ovunque conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue caratteristiche fisico-chimiche sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Carbonato di calcio (Ca CO3) al 96,4198,% (secondo i tipi)<\/li>\n<li>Resistenza alla compressione circa 1160 kg\/cmq<\/li>\n<li>Resistenza alla flessione 185 kg\/cmq<\/li>\n<li>Coefficiente assorbimento acqua 0,0015<\/li>\n<li>Peso specifico 2,7 kg\/lt<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo marmo era certamente gi\u00e0 noto ai Romani; \u00e8 infatti chiaramente in marmo di Lasa la pietra miliare romana ritrovata nel 1849 tra i paesi di Oris e Lasa, trasformata, purtroppo, in pietra sepolcrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impiego del marmo di Lasa per costruzioni \u00e8 documentato soltanto a partire dal XV secolo, utilizzato per realizzare portali, colonne, sculture orna mentali diverse, specialmente nell\u2019ambito di edifici di carattere religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dopo la met\u00e0 del XIX secolo per\u00f2, non si pu\u00f2 parlare di attivit\u00e0 estrattiva nei giacimenti marmiferi della Val Venosta; infatti, specialmente nella prima parte della stretta valle laterale, chiamata Val di Lasa, lungo il versante nord del massiccio roccioso detto \u201cCroda di Jenn\u201d (Jennwand), dove il cristallino calcare affiora in maniera pi\u00f9 evidente, era facile rinvenire, in superficie o semicoperti, blocchi di marmo di dimensioni anche notevoli (chiamati trovanti), che bastava trasportare a valle, per poterli lavorare o vendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo dopo il 1850 iniziarono veri e propri lavori di scavo e sbancamento, prima a cielo aperto, poi in galleria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrariamente a quanto avviene ed \u00e8 sempre avvenuto per il pi\u00f9 famoso marmo di Carrara, quello di Lasa viene estratto, appunto, da cave in galleria. Il clima rigido e la neve dei 1600\/2300 m di quota delle cave delI\u2019Acqua bianca e della Malga di Covelano, avrebbero infatti costretto a sospendere il lavoro durante i mesi delI\u2019inverno, se l\u2019estrazione del marmo fosse avvenuta all\u2019aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sfruttamento delle cave in galleria \u00e8 quindi dovuto, principalmente, al fattore climatico. Ci\u00f2 causa una notevole riduzione delle possibilit\u00e0 di utilizzo dei giacimenti (molti me di marmo restano, infatti, a sostegno degli scisti, gli strati superficiali del fianco della montagna), ma evita, fortunatamente, che il paesaggio venga irreparabilmente deturpato, come purtroppo \u00e8 avvenuto per il marmo di Carrara, nelle Alpi Apuane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasa e l\u2019ambiente naturale che lo circonda non sono assolutamente danneggiati dalla presenza dell\u2019intensa attivit\u00e0 industriale e artigianale legata al marmo; anzi, le cave, gli impianti per il trasporto a valle del materiale, il capiente deposito-blocchi, i laboratori, ne caratterizzano quasi piacevolmente il paesaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quali sono le differenze tra questo marmo e quello di Carrara? Anzitutto il nostro possiede una maggiore durezza (circa il 20% in pi\u00f9). \u00c8 pi\u00f9 rilucente, brillante, pi\u00f9 vivo. Grazie al proprio basso coefficiente di assorbimento (0,0015), resiste meglio alle intemperie. Mantiene pi\u00f9 a lungo il proprio \u201cbianco\u201d, permettendo cos\u00ec, alle sculture con esso eseguite, di mantenersi quasi inalterate nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse furono proprio queste differenze, unite a una certa convenienza economica, a giocare un ruolo determinante, agli inizi degli anni \u201950, quando il Governo degli U.S.A. prefer\u00ec il marmo di Lasa a quello di Carrara, per realizzare le 86.000 croci e stelle di Davide, necessarie a ricordare, nei cimiteri di guerra dislocati anche nelle pi\u00f9 lontane parti del mondo, i caduti americani (cristiani ed ebrei) della II guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, per diversi anni, i laboratori della Societ\u00e0 Lasa Marmo, allora propriet\u00e0 dell\u2019Ente Nazionale Tre Venezie, divennero una specie di catena di montaggio dalla quale uscivano, ogni giorno, decine di bianchissime croci e stelle di Davide, pronte per essere spedite in Toscana, nel Lazio, in Sicilia, in Normandia, nelle Filippine, ove si possono ancora oggi ammirare, allineate e coperte, alla stregua di battaglioni in parata su sterminati prati verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innumerevoli blocchi di marmo del tipo pi\u00f9 bianco e privi d\u2019imperfezioni venivano segati in lastroni dello spessore dovuto e questi fresati, sagomati nelle forme previste; su di essi venivano poi incisi i dati anagrafici dei caduti e ogni pezzo era infine lucidato a mano, divenendo cos\u00ec proto per l\u2019imballaggio e la spedizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di queste ultime fasi era previsto per\u00f2 il controllo: alcuni ufficiali americani erano infatti addetti a verificare ogni singolo \u201cpezzo\u201d ultimato; e quelli sui quali venivano riscontrate imperfezioni riguardanti la forma, le incisioni, ma soprattutto il colore del marmo, erano inesorabilmente scartati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque si rechi a Lasa, pu\u00f2 vedere un lunghissimo tratto del muro di cinta dell\u2019azienda marmifera \u201cLasa Marmo\u201d, costruito con spessi listoni di marmo bianchissimo: sono gli spezzoni delle croci scartate dagli \u201cispettori\u201d americani. Con lo stesso materiale \u00e8 stata inoltre costruita l\u2019intera piazza principale del paese e i marciapiedi del centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo cosiddetto \u201cdelle croci\u201d fu un periodo particolarmente intenso nella storia dell\u2019azienda sopra citata, ma forse il meno interessante dal punto di vista del tipo di produzione, che era sempre stata orientata verso forniture meno monotone e di un certo contenuto artistico: sculture, monumenti, rivestimenti interni ed esterni di palazzi e uffici pubblici, pavimenti, scale, piscine, fontane; il tutto, utilizzando i molteplici tipi di materiale nei quali il marmo di Lasa si distingue: dallo statuario (assolutamente bianco), all\u2019arabescato (con fantastiche venature ondulate di colore dal blu al grigio) e diverse altre variet\u00e0 intermedie contenenti striature di vari colori, dal bruno al rossicio, dal verdognolo al giallo-rosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i prezzi dei rispettivi tipi si differenziano notevolmente tra loro e possono andare da 2 a oltre 10 milioni al mc, in blocchi greggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero degli occupati presso la \u201cLasa Marmo\u201d oscill\u00f2, dal 1930 al 1960 (escluso un periodo durante la seconda guerra mondiale) tra 300 e 600. Dal 1962 l\u2019azienda, ceduta dalI\u2019Ente Nazionale Tre Venezie, \u00e8 divenuta a conduzione individuale e attualmente d\u00e0 lavoro a circa 50 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni essa si \u00e8 notevolmente modernizzata attraverso l\u2019impiego di nuovi macchinari e la costruzione di un grande laboratorio che consente agli operai di svolgere la loro attivit\u00e0 in condizioni pi\u00f9 favorevoli; e le richieste del durissimo calcare cristallino di Lasa provengono ormai da ogni parte del mondo. Una scuola del tipo di quella che gi\u00e0 nel periodo 1879\/1911 insegnava come lavorare il marmo ha ripreso ad operare a Lasa dall\u2019anno scolastico 1982\/83: la \u201cScuola d\u2019arte per la lavorazione del marmo\u201d. \u00c8 una scuola a tempo pieno con corsi triennali per giovani di ambo i sessi, italiani e stranieri, che avvia all\u2019attivit\u00e0 artigianale e pu\u00f2 lanciare verso quella di scultore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Lasa non si diffonde, quindi, soltanto marmo greggio o lavorato, ma anche insegnamento ai giovani sulla \u201cparticolare arte\u201d per modellare al meglio \u201cuna particolare roccia\u201d.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137325&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>IL MIRACOLO DI LASA<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi cave di marmo bianco unico vero cristallino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che per gli antichi fu la strada del sale, nasce nella notte dei tempi in un incrocio naturale delle Alpi fra i grandi passi dello Stelvio. di Resia e della Val Monastero. Giganti alpini la dominano e le danno l\u2019austera bellezza che parla al cuore; il gruppo delI\u2019Ortles, il Gran Zebr\u00f9, il Cevedale, la Cima Venezia c la punta di Lasa sono la corona regale della Valla che prende il nome di Venosta dalla antica radice dei Venetus. Il miracolo di Lasa incomincia proprio qui. Entro grandi Cave attraverso gallerie sotterranee che rappresentano il pi\u00f9 grandioso esempio di impianto mondiale, viene estratto dalle viscere del monte, da imponenti giacimenti, puro e prezioso marmo bianco, unico vero cristallino. La conoscenza di questi grandiosi giacimenti \u00e8 antichissima, ma solo da oltre mezzo secolo vi si sono compiuti impianti industria li per la coltivazione razionale delle cave, mantenendovi sempre un aggiornamento di avanguardia tanto che oggi si pu\u00f2 affermare, senza tema di smentite, che questo complesso rappresenta un esempio unico nel campo dell\u2019estrazione marmifera. La fantasia umana non riesce a concepire un cos\u00ec splendido arcobaleno di tinte. Il magico incanto ha imprigionato i raggi del sole, l\u2019opale delle nuvole, lo splendore dei pascoli e dei meli fioriti a maggio, il cristallino candore dei ghiacciai, e ne ha fatto un luminoso giardino pietrificato. Da questo giardino gli uomini di oggi hanno creato cave imponentissime, il Gruppo delle Cave di Lasa e di Covelano della Lasa Marmo. La natura copre di nevi eterne lo stupendo anfiteatro quasi ad occultare tale ricchezza e donarla in premio solo agli audaci uomini di Lasa che hanno creato il miracolo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;137322&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] di Silvano Neri In mineralogia \u00e8 semplicemente definito: Calcare cristallino. 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