{"id":137165,"date":"2018-12-14T11:23:12","date_gmt":"2018-12-14T10:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tangram.it\/?page_id=137165"},"modified":"2021-10-12T18:07:04","modified_gmt":"2021-10-12T16:07:04","slug":"altri-castelli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/archivio-di-storia-e-letteratura\/merano\/altri-castelli\/","title":{"rendered":"Castelli e residenze signorili a Merano e dintorni"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_tta_accordion][vc_tta_section title=&#8221;Castel Gatto&#8221; tab_id=&#8221;1544781770905-18d8a924-7b26&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il semplice castello, costituito da torre, palazzo adiacente e cappella era la residenza dei signori di Katzenstein, a partire dal 1258 alla corte di castel S. Zeno. L\u2019edificio ha subito la trasformazione ottocentesca in stile neogotico diffusa nei castelli dei dintorni di Merano. La torre \u00e8 stata sopraelevata, con l\u2019aggiunta di improbabili merli, il palazzo, originariamente con tetto ad unico spiovente, non ha pi\u00f9 la facciata rinascimentale che presenta nel disegno ottocentesco di Johanna von Isser. Katzenstein sorge sopra Sinigo, su una delle prime pendici sulla sinistra della valle. Le urla della ballerina (avventure amorose nel castello)<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Residenza Erlach&#8221; tab_id=&#8221;1544781770924-3385cb1b-7f61&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La residenza, che sorge a Maia Alta accanto a castel Rosenstein, \u00e8 assai semplice, a tre piani, articolata sul lato occidentale da due Erker quadrangolari. Gli Erker sono stati successivamente uniti da balconi in legno e ampie finestre sono state ricavate nella facciata. La denominazione di \u201cErlacher Hof\u201d risale alla fine del 1500, ma poco si sa sino alla seconda met\u00e0 del 1600, quando \u00e8 in possesso della famiglia von Neuhaus. Acquistata nel 1706 da Tommaso von Reichenbach- Knillenberg, \u00e8 rimasta in possesso dei von Knillenberg sino al 1823, quando \u00e8 giunta per eredit\u00e0 ai von Solder.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Labers&#8221; tab_id=&#8221;1544781773584-6613a751-baf4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Castel Labers (sito solo in tedesco), che sorge sul fianco sinistro della val di Nova, ha subito il restauro romantico ottocentesco che ha interessato numerosi castelli dei dintorni di Merano, preceduto del resto gi\u00e0 da numerose trasformazioni a partire dall\u2019epoca rinascimentale. Anche i torrioni angolari fanno parte delle libere e fantasiose integrazioni del XIX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un Ulrico di Labers \u00e8 testimoniato alla fine del X secolo, \u00e8 possibile quindi che esistesse sin da allora, precedentemente all\u2019ascesa dei Tirolo, una costruzione con funzione militare, collegata al vescovo di Trento. Un secolo dopo, ormai dipendente dai Tirolo, dovette costituire, con le opportune trasformazioni, la residenza di uno dei nobili gravitanti attorno alla sua corte. Alcune strutture antiche sono state riconosciute nelle cantine del castello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa parte della cronaca di questo secolo l\u2019utilizzazione della residenza da parte dei tedeschi durante l\u2019ultima guerra mondiale quale sede di una zecca per la produzione di dollari e di sterline falsi.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel di Nova \/ Trauttmansdorff&#8221; tab_id=&#8221;1544781774162-3040290c-cdc6&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche di questo castello, pi\u00f9 noto con il nome di Trautmannsdorf dai signori che l\u2019ebbero dal 1551 al 1679, abbiamo la preziosa testimonianza del Codice Brandis, dove entro una cinta merlata un\u2019alta torre \u00e8 affiancata dal palazzo; una seconda torre sorge a difesa dell\u2019ingresso. Secondo la leggenda il castello fu costruito nel XIV secolo sul luogo dell\u2019antico oratorio di S. Valentino, morto nel 470.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le costruzioni originarie non sono pi\u00f9 riconoscibili dopo le radicali trasformazioni operate dopo l\u2019acquisto da parte del conte Joseph Trautmannsdorf nel 1847, in seguito alle quali l\u2019attuale poderoso palazzo, merlato alla guelfa e articolato in numerosi edifici minori, ebbe un aspetto neogotico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello, costruito da Georg von Anserei nel 1300, era gi\u00e0 decaduto nel corso del 1600; la torre e la cappella crollarono nel 1700. In quest\u2019ultima, ricostruita anch\u2019essa in stile neogotico, sono stati riutilizzati numerosi elementi architettonici e decorativi dell\u2019antica chiesa di S. Caterina a Merano. I rilievi inseriti nel portale della cappella sono della seconda met\u00e0 del 1500. Il maniero a partire dall\u2019anno 2003 ospita il Touriseum, ossia il Museo del turismo circondato dall\u2019altrettanto noto Giardino botanico.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Pinzenau&#8221; tab_id=&#8221;1544781774739-48142436-85f6&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime notizie che documentano l\u2019esistenza di Castel Pienzenau risalgono al 1394. Furono i benedettini del convento bavarese di Ettal ad utilizzare Castel Pienzenau fino al 18\u00b0 secolo come luogo di meditazione e di riposo. Furono sempre loro ad arricchire il panoramico parco di una straordinaria serie di piante, in parte anche rare. Il maniero, propriet\u00e0 dei monaci benedettini di Ettal gi\u00e0 nel XV secolo, \u00e8 oggi residenza privata della famiglia Sch\u00f6lzhorn che l\u2019ha completamente riadattato e rinnovato per organizzare ogni genere di manifestazione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137169&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Rametz&#8221; tab_id=&#8221;1544781775403-091b1b8d-e0b9&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castel Rametz, gi\u00e0 in origine residenza nobiliare pi\u00f9 che costruzione fortificata, risale al Xlll secolo e consisteva, come appare nel Codice Brandis, in una torre affiancata da un edificio residenziale e da una bassa cinta con merli .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passato in mano a pi\u00f9 proprietari, nel 1840 ha subito una radicale trasformazione in stile neogotico, con torri e torrette, pinnacoli e feritoie, destino abbastanza diffuso tra i castelli della conca meranese caduti in rovina e ristrutturati nel corso dell\u2019Ottocento, e dell\u2019antico impianto nulla \u00e8 pi\u00f9 riconoscibile.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Residenza Reichenbach&#8221; tab_id=&#8221;1544781776606-8639ec6e-ce3b&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime notizie risalgono al 1380, quando la residenza risulta di propriet\u00e0 di Christian Valentin Raubach, da cui presumibilmente venne il nome Reichenbach, del quale si fregiarono i proprietari che seguirono. Nel 1544 fu acquistata dai Vanga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione cinquecentesca, articolatasi su una torre pi\u00f9 antica, forse del 1300, era assai semplice, a tre piani, chiusa ad occidente da un muro merlato con portale, sopra il quale \u00e8 ancora lo stemma dei Vanga. La residenza, ampliata nel corso del 1600 dai Knillenberg, fu arricchita degli Erker, della loggia a sud e della torre rotonda a nord. Nel 1854 era di propriet\u00e0 del famoso dottor Franz Tappainer, uno dei protagonisti dell\u2019affermazione di Merano quale luogo di cura a livello internazionale. Agli inizi del 1900 il figlio promosse sostanziali e discutibili lavori di rifacimento in stile romanico-rinascimentale, che hanno completamente privato la residenza delle sue caratteristiche originarie.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Rottenstein&#8221; tab_id=&#8221;1544781777363-a313d9be-d709&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Rottensteiner sono testimoniati quali proprietari del castello, al quale diedero il nome, dalla seconda met\u00e0 del 1200 alla fine del 1400. Il nucleo pi\u00f9 antico \u00e8 costituito dalla torre dell\u2019angolo sud-ovest, degli inizi del 1300. Nel Codice Brandis accanto alla torre a tre piani \u00e8 l\u2019edificio residenziale a due piani. Fu dei Fr\u00f6hlich e dei Wittenbach, alla fine del 1600, quando era in possesso del barone Ippolito Priami, che ampli\u00f2 la costruzione verso nord, esso fu denominato \u201cCastello di Priami \u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai primi del 1800 il castello pass\u00f2 attraverso numerosi proprietari, per lo pi\u00f9 nobili d\u2019oltralpe che lo scelsero come loro residenza per i lunghi periodi di villeggiatura. Vi abit\u00f2 anche l\u2019architetto imperiale von Klenze, che aveva l\u2019incarico di cercare una dimora adatta per il re Ludovico di Baviera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1863 fu acquistato dall\u2019arciduca Carlo Ludovico, che costru\u00ec la seconda torre all\u2019angolo nord della facciata e fece alzare di un piano il tratto nord-est e quello orientale. I numerosi lavori di ampliamento e di ristrutturazione condotti soprattutto nel secolo scorso hanno reso irriconoscibile, a parte la torre, del resto anch\u2019essa assai manomessa la struttura architettonica originaria.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Residenza Rosenstein&#8221; tab_id=&#8221;1544781778031-6353559b-fa96&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della residenza Rosenstein \u00e8 quella di numerose altre di Maia, sorte sull\u2019area di preesistenti complessi agricoli i quali, opportunamente ristrutturati, furono destinati a dimore nobiliari.L\u2019antico edificio sito a Maia Alta, denominato \u201cNocken\u201d fu ricostruito dai signori von Rolandin nel 1602. Pass\u00f2 quindi ai Rosenberg, gi\u00e0 proprietari della residenza Winkl. Dopo successivi proprietari fu acquistata nel 1864 insieme alla residenza Rottenstein dalI\u2019arciduca Carlo Ludovico. Il complesso si articola in due costruzioni distinte a nord e ad est, con cortile interno. Delle due torri occidentali, che un tempo avevano un piano in meno, quella angolare serviva da collegamento con la sua scala ai piano Al tempo dell\u2019arciduca risalgono le modifiche sostanziali, la sopraelevazione di un piano e la costruzione di numerose torrette ed Erker, secondo la moda dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Fragsburg\/Verruca&#8221; tab_id=&#8221;1544781778701-0368a992-50e8&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alto e isolato su un rilievo roccioso che si stacca dal monte sulla sinistra della val d\u2019Adige a sud di Merano sorge Fragsburg, in un sito naturalmente difeso dalla natura e frequentato sin dall\u2019epoca preistorica. Il supposto collegamento tra il prefisso tede- sco \u201cfrag\u201d e il latino saxa fracta, con cui sono indicate in qualche caso le rovine di una fortificazione indicherebbero una frequentazione in et\u00e0 romana. Costruito da Otto von Auer nel 1357, appartenne a questa famiglia presumibilmente fino all\u2019epoca in cui essa si trov\u00f2 coinvolta nelle lotte della nobilt\u00e0 locale contro le mire di Federico il Tascavuota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello originariamente consisteva in una costruzione assai semplice a nord, sulla quale in epoca posteriore sorse il palazzo, e nella torre isolata a sud, che doveva un tempo superare in Mitezza gli altri edifici. Il palazzo conserva cinque caditoie che sporgono sotto la linea di gronda, che trovano confronto con il non lontano Katzenzungen di Prissiano. Sul lato rivolto verso il cortile esso fu arricchito, all\u2019epoca dei Niederthor di Bolzano, che ebbero in propriet\u00e0 il castello dal 1479 al 1558, di una loggia in stile rinascimentale a due piani con tre arcate a terra e sei arcatelle al primo piano, entrambe a tutto sesto, volte a crociera e colonne in marmo. Sulla loggia e all\u2019interno si affacciano nume rose porte con eleganti cornici in marmo e in pietra. La bella stufa di maiolica con la leggenda di Giasone e Medea, opera del 1547 di Bartholomaus Dill \u2013 Riemenschneider, \u00e8 ora al Castello del Buonconsiglio. Nel lato settentrionale si apre la cappella a due piani consacrata nel 1376 e dedicata alla Santa Croce. Durante la moda romantica dell\u2019Ottocento anche Fragsburg ha subito numerose e arbitrarie modifiche, sulle quali si \u00e8 intervenuto durante i lavori di restauro del 1969, quando il castello \u00e8 stato trasformato in un lussuoso albergo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Rundegg&#8221; tab_id=&#8221;1544781779310-426efc7a-9c65&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La denominazione di Winkl \u00e8 attestata nel 1269, mentre la costruzione della bella residenza \u00e8 databile alla met\u00e0 del 1300.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1500 fu degli Heyerling, che si fecero da essa chiamare \u201cvon Winkl\u201d; essi ampliarono la costruzione originaria verso ovest, articolandola con gli Erker sul lato nord, ancora esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1612 pass\u00f2 al nobiluomo Johann Eckhart von Rosenberg della corte di Massimiliano III che alla morte (1622) fu seppellito nella cappella fatta in precedenza costruire per se e per i suoi congiunti nella chiesa di S. Giorgio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli diede al complesso il suo aspetto odierno, ricostruendo e ampliando l\u2019edificio preesistente. A tale scopo chiam\u00f2 Francesco Lucchese, da poco trasferitosi a Merano da Innsbruck, che introdusse nell\u2019architettura del palazzo alcuni elementi manieristici, che segnano il passaggio dal Rinascimento al Barocco. Fu innalzata a sud la torretta delle scale a cinque piani che ancor oggi serve per mettere in comunicazione i piani e che con il suo tetto a cupola sormontata dalla lanterna \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 caratteristico del palazzo. Si aggiunse un piano alla casa padronale e furono costruiti intorno al pittoresco cortile alcuni edifici minori ad ovest, insieme al muro merlato e al portale. La propriet\u00e0, messa all\u2019asta insieme all\u2019arredamento, fu acquistata nel 1630 da Claudia de\u2019 Medici, reggente del Tirolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La duchessa am\u00f2 molto Castel Winkl, per il quale fece concedere particolari privilegi dal figlio Ferdinand Karl quando le successe nel 1646. Ella si adoper\u00f2 ad ampliare e ad abbellire il complesso, costruendo il muro di cinta con la rondella d\u2019angolo, e tra questa e la casa padronale, il nuovo edificio residenziale a due piani. Le finestre furono decorate con eleganti cornici dipinte e il suo stemma, ancora riconoscibile, fu affrescato al secondo piano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo qualche anno il castello fu venduto, e attraverso successivi proprietari and\u00f2 agli inizi dell\u2019 ottocento in propriet\u00e0 dei Pitsch, che lo restaurarono dopo anni di progressivo abbandono, facendo costruire la cappella in stile neogotico nella torretta orientale (1852). Essi lo affidarono come fondazione Pitsch al parroco di Merano-Maia. Acquistato dai G\u00f6gele e quindi dai Cembran, fu da questi ultimi restaurato a partire dal 1935.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea von Knillenberg, che aveva combattuto insieme al fratello da eroe nel 1493 nella guerra contro i Turchi, acquist\u00f2 nel 1513 a Maia Alta la propriet\u00e0 Zekolf, sede dei signori di Maia a partire dal XIII secolo. Egli la ristruttur\u00f2 e la chiam\u00f2 Residenza Knillenberg per concessione dell\u2019imperatore Massimiliano I.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla costruzione originaria del 1200 egli impost\u00f2 ad occidente la torre, il palazzo residenziale a tre piani a nord, altri edifici sul lato sud. I Knillenberg rimasero proprietari del castello sino al 1614, quando Nicol\u00f2 lo vendette ad Hans Eckhard von Rosenberg. Alcuni interventi di ristrutturazione portano il nome di Francesco Lucchese, autore degli ampliamenti del vicino Castel Winkl. Tra i numerosi proprietari che seguirono, il vescovo Giovanni von Flugi fece erigere le due torri quadrate ad occidente. In luogo del muro che congiungeva la torre al palazzo fu costruita una galleria. Il castello rientr\u00f2 in possesso dei Knillenberg nella seconda met\u00e0 del 1700 che lo tennero fino al 1812. Nel 1779 fu dato l\u2019incarico al pittore Josef Wengenmayr di affrescare gli interni secondo il gusto dell\u2019epoca. Nello stesso anno fu consacrata la cappella nella torre sinistra decorata dallo stesso artista. Nella cappella si trovava un altare, attribuito da Nicol\u00f2 Rasmo a Marx Reichlich, ora al Museo di Lubiana, nel cui scrigno sono rappresentate Maria, Anna e il Bambino Ges\u00f9 tra Santi. L\u2019altare sarebbe stato commissionato da Andrea von Knillenberg nel 1513 per decorare la cappella del palazzo Zekolf al famoso Marx Reichlich, attivo in quegli anni a Bressanone, da dove proveniva la prima moglie del nobiluomo. Marx Reichlich, formatosi alla bottega di Federico Pacher e collaboratore di Michele Pacher, influenzato dalle forme e dallo spirito del Rinascimento italiano, fu artista di rilievo del primo Rinascimento tedesco. Negli anni 1960 il barone Kripp ha curato il restauro del complesso, riportando alla luce al secondo piano begli affreschi rococ\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra la fine del 1400 e la met\u00e0 del 1500 vi risiedevano i Talhacker, giudici a Merano, ai quali risale la costruzione della torre quadrangolare e del palazzo originariamente a due piani. Nel 1621 vi entr\u00f2 in possesso Jakob von Mohr, il quale dal granduca Leopoldo ebbe per Rundegg i privilegi di una residenza noibiliare. Egli costru\u00ec tutto il lato rivolto a sud e diede al complesso l\u2019aspetto odierno. Nel 1715 fu acquistato da Bernardo Paravici in, originario della Valtellina, morto nel 1770 a 105 anni, la cui lastra funeraria \u00e8 ancor oggi nella parrocchiale di Merano. Egli ampli\u00f2 e abbell\u00ec la residenza, allungando il tratto occidentale e innalzando sino a quattro piani la torre. Il lato sud fu arricchito verso il cortile di un elegante loggiato. Agli eredi Paravicini e ai loro congiunti il castello rimase fino al 1935, quindi pass\u00f2 in propriet\u00e0 dei fratelli Anton e Josef Spitaler. Recentemente restaurato, \u00e8 stato trasformato in un lussuoso albergo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castello di S. Zeno\/Zenoburg&#8221; tab_id=&#8221;1544781779827-46981913-798e&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello di S. Zeno sorge su un pianoro a picco su tre lati sulla valle Passiria, dove corre la strada per il passo del Giovo. Gi\u00e0 sede di un castelliere preistorico, il sito ebbe continuit\u00e0 di insediamento anche in et\u00e0 romana. Divenne un luogo di culto assai venerato, quando nel V secolo il vescovo Valentino vi eresse una cappella dedicata a S. Zeno, dove furono sepolti S. Valentino e in seguito nell\u2019VIII secolo S. Corbiniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arbeo vescovo di Freising, autore della \u201cVita Sancti Corbiniani\u201d \u201cVIII sec.\u201d narra di essere caduto in giovane et\u00e0 nel burrone del Passirio, mentre assisteva ad una funzione nella chiesa di S. Valentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui \u00e8 con tutta probabilit\u00e0 da situare l\u2019altomedievale Castra Maiense, mentre la statio Maiensis attestata in un\u2019iscrizione di Parcines \u00e8 da situare nei pressi dell\u2019odierna Tel. Acquistato e riedificato nel 1825 da Mainardo II\u00b0 Conte di Tirolo che lo prefer\u00ec a castel Tirolo per la maggior vicinanza a Merano, ebbe il periodo di maggior splendore tra la fine del 1200 e la prima met\u00e0 del 1300, a cui segu\u00ec una progresiva decadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1347 venne assediato e distrutto da re Carlo IV dopo l\u2019infruttuosa spedizione contro Margherita di Tirolo. Accanto all\u2019entrata sorge il mastio a pianta quadrata, di m 9,40 di lato, alto 12 metri, diviso in 2 piani. Le bifore romaniche che si aprono sulle pareti nord e sud furono aggiunte certamente in epoca posteriore, provenienti dalle rovine del palazzo. Quest\u2019ultimo, del quale rimangono pochi resti di muri di fondazione, sorge sul lato sud, a fianco della cappella, unito ad essa con una torre, utilizzata in seguito come sacrestia, e trasformata in campanile. Al centro del cortile si trova la vasta cisterna, di 6 metri di diametro, tutta scalpellata nella roccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1799 \u00e8 propriet\u00e0 della famiglia von Braitenberg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al 1930 si \u00e8 proceduto al restauro della cappella; nel 1960 \u00e8 stato restaurato il mastio.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Juval&#8221; tab_id=&#8221;1544781780361-d8ae5c0d-59f4&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il maniero di Reinhold Messner \u00e8 ora visitabile anche nel settore settentrionale, dopo che l\u2019ala \u00e8 stata sistemata e coperta con un tetto di vetro.All\u2019interno \u00e8 cresciuta la collezione delle maschere e due nuovi singhi nepalesi (leoni delle nevi) fanno buona guardia alla salita che porta all\u2019ala diroccata. Castel Juval rappresenta un importante arricchimento per il turismo culturale della Venosta.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137174&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Il castello di Castelbello&#8221; tab_id=&#8221;1544781780818-996d0fb9-d64d&#8221;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo castello viene citato per la prima volta nel 1238 ma \u00e8 certamente pi\u00f9 antico. Venne costruito dai signori di Montalban, un casato nobile molto potente avversato dai conti di Tirolo i quali ne divennero proprietari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1300 esso fu anche sede di tribunale. Al termine di una lunga serie di passaggi di propriet\u00e0, nel 1531 pass\u00f2 definitivamente alla famiglia Hendl che provvide a modificarlo e ad ingrandirlo, donandogli l\u2019aspetto odierno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1813 e nel 1824 il castello venne semidistrutto da due incendi disastrosi. In seguito i conti Hendl ne ricostruirono solo una piccola parte adibita a scopi abitativi mentre il resto dell\u2019imponenete edificio venne lasciato andare in rovina, Nel 1956, al termine di una intricata vicenda giudiziaria protrattasi per decenni tra il conte Sigmund von Hendl e la Repubblica Italiana, il complesso di edifici divenne propriet\u00e0 dello Stato Italiano per la somma di 31.068 lire!Particolari della cappella In quel periodo il castello era ormai ridotto ad una vera rovina. Vennero subito iniziati dei lavori di restauro che avevano come scopo principale il consolidamento dei muri esterni che minacciavano di crollare sulla strada statale sottostante, ma solo nel 1987, sotto la cura competente della Sovrintendenza di Verona, vennero intrapresi consistenti lavori di restauro , terminati nel 1995.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1999 il Comune di Castelbello \u2013 Ciardes ha ricevuto in concessione dallo Stato Italiano l\u2019utilizzo degli storici edifici. Il comune ha quindi dato in gestione questo splendido complesso al Curatorio del castello di Castelbello. Scopo di questa associazione \u00e8 la conduzione, la conservazione e l\u2019utilizzo del castello di Castelbello per manifestazioni culturali (mostre, concerti, ecc.). Il Curatorio assicura e organizza la visita al pubblico di questo insigne monumento.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137177&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][vc_single_image image=&#8221;137176&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Brandis&#8221; tab_id=&#8221;1544781783207-bed6f3f2-f12e&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sua posizione lungo l\u2019antica via Claudia Augusta, il castello, alto sulla riva destra dell\u2019Adige, ebbe la funzione primaria di fortificazione sorta a controllo stradale. Costruito nella prima met\u00e0 del XIII secolo, il sito ha infatti una storia ben pi\u00f9 antica, che risale alla presenza su questa propaggine rocciosa di alto valore strategico di un castelliere preistorico. Esso ha inoltre la rara caratteristica di essere appartenuto dal momento della sua costruzione sempre alla stessa famiglia per oltre sette secoli. Secondo la tradizione i Signori von Brandis, il cui nome viene fatto risalire al nome personale longobardo Prando, latinizzato in Prandus, si insediarono nel castello che da loro acquis\u00ec il nome per concessione dei conti von Flavon, dai quali poi lo acquistarono. Il castello \u00e8 testimoniato per la prima volta nel 1236 (castro Brandicio). In un documento del 1458 risulta che in tale data esso fu suddiviso tra i due fratelli Wolfgang e Randolt, mentre al terzo, Burkhard, and\u00f2 una casa sottostante. Una cinta ad andamento quasi circolare, raddoppiata in alcuni tratti nel corso del XVI secolo, delimita l\u2019area dominata dall\u2019alto mastio, che sorge sul lato sud ovest accanto all\u2019ingresso, mentre sul lato est e nord sorgono, addossati alle mura, separati da un ampio cortile, i due palazzi residenziali. Il mastio, a pianta quadrata, di 11 metri di lato dello spessore di 2,70 m., diviso in sei piani, ha l\u2019altezza ragguardevole d\u00ec 27 metri. Un\u2019elegante trifora \u00e8 ricavata sul lato est, mentre la presenza sulla facciata meridionale, franata nell\u201d800, di una vasta apertura a tutto sesto \u00e8 documentata da un disegno settecentesco. Il palazzo che sorge sul lato est, e che consisteva originariamente solo nel piano terra e in quello superiore, fu sopraelevato nel corso del XVI-XVII secolo, quando fu anche collegato con una stretta costruzione al mastio. Contemporaneamente fu ricostruito e ampliato il secondo palazzo denominato nei documenti \u201cNeugeh\u00e4u\u00df \u201d sul tratto nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il crollo di una parte del mastio nel 1807 determin\u00f2 anche la parziale rovina dell\u2019edificio residenziale e l\u2019abbandono definitivo del castello.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Leone \u2013 Leonburg&#8221; tab_id=&#8221;1544781783823-642723e9-1ab5&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castel Leonburg si erge sopra Lana a 595 metri di altitudine, su un dosso roccioso allungato del versante boscoso. Poco pi\u00f9 in alto passa la strada del Gampenpass (Passo delle Palade), e quindi la rocca balza agli occhi e si distingue, inoltre, per la presenza di due poderose torri a tre piani. Il complesso apparteneva ai tre fratelli Konrad, Heinrich e Bertold von Leonburg, della stessa stirpe dei Brandis; nella divisione dell\u2019eredit\u00e0, ad uno toccarono propriet\u00e0 separate ed agli altri due la met\u00e0 del maniero; perci\u00f2 ognuno si costru\u00ec un proprio mastio. I due torrioni risalgono alla stessa epoca, all\u2019inizio del XIII secolo (o sono ancora anteriori); quello leggermente pi\u00f9 alto raggiunge i 15 metri. Castel Leonburg \u00e8 documentato a partire dal 1236. Nel 1275, quando il conte Mainardo II\u00b0 prese d\u2019assedio il castello per sottomettere la nobile famiglia, la sua distruzione venne evitata per intervento del conte Ildebrando Brandis che prefer\u00ec abbandonarlo piuttosto che organizzare una strenua quanto inutile difesa. Dopo un devastante incendio, il castello venne completamente ricostruito nel XV\u00b0 secolo, tornato in possesso della famiglia Brandis.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Maggio&#8221; tab_id=&#8221;1544781784302-1b57c5e9-13c2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A circa 700 metri d\u2019altura, nel paese di Foiana, un paese poco distante da Lana in direzione del Passo Palade, ci sono le rovine di Castel Maggio o Mayenburg. Sull\u2019altura i conti Appiano avevano eretto la fortezza come struttura difensiva, passata sotto il potere dei conti di Tirolo nel 1253, che successivamente la diedero in feudo alla famiglia Mayenburg, da cui deriv\u00f2 il nome. Rimasto in mano ai feudatari sino al 1358 quando la famiglia si estinse, il castello sub\u00ec nel 1525 il saccheggio durante la rivolta dei contadini e nel 1564 un devastante incendio che ne distrusse gran parte degli edifici. Pass\u00f2 attraverso diverse propriet\u00e0 fino al 1600 quando entr\u00f2 a far parte prima delle propriet\u00e0 della nobile Famiglia Brandis e poi nel 1814 venduto a dei contadini della zona, che lo lasciarono decadere. Oggi si presenta in rovina, con edifici senza tetto all\u2019interno della cinta muraria, dove sorgono anche il palazzo residenziale e una cappella con tracce di affreschi del 1400. Il mastio, forse l\u2019unico ambiente ben conservato, \u00e8 forse l\u2019edificio di quel genere pi\u00f9 imponente della regione, in quanto lo spessore della muratura raggiunge i 3 metri. Il castello non \u00e8 visitabile.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Montebruno&#8221; tab_id=&#8221;1544781784781-203937e5-5c8c&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben visibile sulla strada che porta in Val d\u2019Ultimo, sopra l\u2019abitato di Lana, si erge Castel Montebruno eretto presumibilmente nel 1231 da Ulrich von Braunsberg. Nel 1361 la residenza pass\u00f2 ai conti di Tirolo e successivamente ai conti Trapp, che lo gestirono dal 1492 al 1969 quando per questioni ereditarie pass\u00f2 al Christopher Hamilton Strachwitz. Nel 1510 parte della struttura croll\u00f2 nella sottostante gola, ma per fortuna la parte signorile e l\u2019importante cappella con coro poligonale e i suoi affreschi del XVII secolo si salvarono. Il castello non \u00e8 visitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La leggenda di Jutta di Montebruno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le crociate il cavaliere proprietario del castello di Montebruno volle unirsi ai castellani dei dintorni per partecipare alla spedizione ma non lasciava volentieri la sua consorte, la giovane e bellissima Jutta. Cos\u00ec la mise sotto la protezione del suo capitano, del suo amministratore, di cui si fidava ciecamente. In realt\u00e0 quello era un tipo losco, che si cur\u00f2 poco del giuramento fatto al suo signore. Fece di tutto per entrare nelle grazie della bella signora del castello, dandole ad intendere che tanto suo marito non sarebbe tornato mai pi\u00f9 dalla crociata. Ma Jutta respinse tutte le vergognose proposte del capitano e aspett\u00f2 con pazienza il ritorno del consorte. Il marito ebbe fortuna e molti mesi dopo torn\u00f2 al suo castello. A quel punto il capitano, per tirarsi fuori dalla pericolosa situazione in cui veniva a trovarsi, calunni\u00f2 la signora, l\u2019accus\u00f2 di aver condotto una vita scostumata, di essersi curata poco della fedelt\u00e0 coniugale durante l\u2019assenza del marito. L\u2019uomo, inferocito dalla gelosia, stava per condannare la moglie al carcere a vita. Ma la nobile Jutta si ribell\u00f2 a quel destino ingiusto; davanti agli occhi del sospettoso marito e del capitano prefer\u00ec gettarsi a capofitto nel vuoto, nella profonda gola sottostante la rocca. Allora, accadde un miracolo! Il cielo premi\u00f2 l\u2019innocenza e la sincerit\u00e0 di Jutta, che tocc\u00f2 incolume la terra e risal\u00ec al castello a testa alta. Il perfido capitano cap\u00ec che non ci sarebbe stato nulla da fare e si gett\u00f2 a sua volta nel burrone, sfracellandosi sul fondo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Montani di Sopra \/Ober Montani&#8221; tab_id=&#8221;1544781785277-c22cc616-3d4f&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello, che sorge sulla sommit\u00e0 di un rilievo roccioso all\u2019imbocco della val Martello, fu eretto da Alberto di Tirolo prima del 1228, a quando risale il documento di appartenenza al feudo vescovile di Coira. Esso divenne con i Tirolo uno dei castelli pi\u00f9 muniti della val Venosta, ma doveva presentare anche aspetti piacevoli per la residenza;, prediletto sia dalla consorte di Mainardo II, sia da Beatrice di Savoia, moglie del figlio Enrico re di Boemia. Ai Tirolo seguirono nel possesso, fino al 1614, i von Montani, una famiglia di ministeriali che dal castello aveva tratto il predicato, autori dei grandi lavori di trasformazione del complesso medievale in una prestigiosa dimora rinascimentale. Alla loro estinzione, il castello giunse nel 1647 al conte Maximilian von Mohr. Fu presumibilmente l\u2019illuminato e colto nuovo proprietario ad acquisire i preziosi manoscritti della biblioteca di castel Sant\u2019Anna, tra cui la rarissima copia su pergamena del 1323 del poema medievale dei Nibelunghi, oggi a Berlino. Essa fu rinvenuta e acquistata per pochi denari insieme ad un manoscritto dei Vangeli del 1300, dallo storico Beda Weber nel secolo scorso, dai contadini che erano entrati in possesso del castello al momento dell\u2019estinzione dei Mohr, nel 1833. Con essi il castello fu spogliato degli arredi ed in parte trasformato in cava di pietre. L\u2019acquisto, da parte dello stato italiano nel 1935, ha fermato il progressivo e rapido degrado, e nel 1960 sono iniziati i lavori di consolidamento e restauro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impianto originario consisteva nel mastio, posto accanto all\u2019accesso da sud est, e in una torre sul lato opposto nord ovest del breve pianoro, trasformata poi in palazzo residenziale, accanto alla quale sorse sull\u2019angolo nord est un secondo palazzo. Circondati dalla cinta muraria, gli edifici hanno perso nel corso del XVI secolo le caratteristiche pi\u00f9 legate all\u2019efficienza bellica per trasformarsi, in una signorile e raffinata residenza. Fu cos\u00ec mozzato il mastio, che acquis\u00ec i merli guelfi attuali, e lo stesso presumibilmente successe alla torre di nord ovest, mentre lavori di abbellimento interessarono soprattutto il palazzo orientale: un frontone merlato e le arcate ad ampia ogiva, su colonne in marmo bianco sul lato del cortile interno; il medaglione in marmo con gli stemmi di Viktor von Montani e della moglie Margaret von Schrofenstein (1527), ora a castel Tirolo, \u00e8 qui sostituito da una copia. A causa dei crolli, ben poco \u00e8 rimasto degli affreschi nel salone al secondo piano.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137179&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;137180&#8243; img_size=&#8221;medium&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_outline&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Castel Montani di Sotto \/ Untermontani&#8221; tab_id=&#8221;1544781785887-c86203d3-15be&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello, completamente in rovina, \u00e8 da considerare pi\u00f9 antico del vicino Castel Montani di Sopra, che con la sua costruzione venne a privare di ogni importanza strategica il piccolo nucleo fortificato. Per la sua posizione, accessibile con poca difficolt\u00e0, esso \u00e8 da considerare un punto di avvistamento e controllo dell\u2019accesso alla val Martello. Il castello consisteva nel mastio quadrato, suddiviso in tre piani, di un piccolo edificio residenziale e di una cinta.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_accordion][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_tta_accordion][vc_tta_section title=&#8221;Castel Gatto&#8221; tab_id=&#8221;1544781770905-18d8a924-7b26&#8243;][vc_column_text] Il semplice castello, costituito da torre, palazzo adiacente e cappella era la residenza dei signori di Katzenstein, a partire dal 1258 alla corte di castel S. Zeno. L\u2019edificio ha subito la trasformazione ottocentesca in stile neogotico diffusa nei castelli dei dintorni di Merano. La torre \u00e8 stata sopraelevata, con l\u2019aggiunta di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":137118,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137165"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137165"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":142846,"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137165\/revisions\/142846"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137118"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}