{"id":136991,"date":"2018-12-07T19:15:43","date_gmt":"2018-12-07T18:15:43","guid":{"rendered":"http:\/\/tangram\/?page_id=136991"},"modified":"2021-10-12T18:10:12","modified_gmt":"2021-10-12T16:10:12","slug":"chiesa-santa-maria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tangram.it\/it\/archivio-di-storia-e-letteratura\/merano\/chiesa-santa-maria\/","title":{"rendered":"La chiesa di Santa Maria del Conforto"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>La storia<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa, forse il pi\u00f9 interessante tra i luoghi di culto cittadini, rappresenta sicuramente la testimonianza storico-artistica pi\u00f9 importante di Merano. Nonostante le modifiche subite nel corso dei secoli, \u00e8 ancora possibile riconoscere le origini romaniche dell\u2019edificio, di cui si sono conservate, oltre a parti del muro, tre piccole finestre, due nicchie d\u2019altare e parti del campanile con il suo doppio ordine di bifore e trifore. L\u2019impianto romanico sembra risalire ad un periodo compreso tra il XII e XIII secolo, quale modifica di una precedente costruzione, una chiesetta a pianta rettangolare risalente all\u2019VIII secolo, molto simile a quelle che ancor oggi si trovano in Val Venosta. La chiesa era il luogo di culto dell\u2019abitato rurale di Maia Bassa, che si estendeva a sud della citt\u00e0, e dipendeva dall\u2019abbazia di Stams, a cui era stata donata nel 1273 da Mainardo II. Da allora la chiesa conobbe una serie di continui rifacimenti dovuti in gran parte alle inondazioni provocate dal rio Nova, che dall\u2019omonima valle a est della citt\u00e0, scorreva poco distante dall\u2019edificio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elegante campanile romanico \u00e8 rimasto originale con le sue eleganti bifore e trifore, mentre la cuspide barocca, aggiunta nel 1889, \u00e8 stata a sua volta sostituita da in tetto a punta su pianta ottagonale.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[testo tratto da \u201cMerano: guida alla citt\u00e0 sconosciuta\u201d Tangram Editore]<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h4><strong>Gli affreschi<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decorazione affrescata dell\u2019interno \u00e8 assai complessa. L\u2019arco trionfale, parzialmente manomesso verso il 1630, e parte delle pareti contigue sono decorate con il ciclo affrescato pi\u00f9 antico, d\u2019ispirazione orientale, scoperto nel 1967 e restaurato al momento della scoperta. Sul lato sinistro vi sono alcune scene della Storia della Vergine. Quella della Morte, una delle meglio conservate, con gli Apostoli e Santi dai volti gravi ed intensi, il Cristo che tiene tra le braccia l\u2019anima della Madonna rappresentata come un bambino, \u00e8 iconograficamente vicina ai mosaici della Martorana di Palermo (1143-1148), con i quali \u00e8 da supporre un archetipo comune. Nel Compianto degli Apostoli al sepolcro di Maria \u00e8 rappresentata una montagna assai simile a quella di Grissiano e un elaborato sfondo architettonico. In basso \u00e8 dipinto un parapetto a finto marmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla parete di fronte sono raffigurate alcune scene di difficile interpretazione. Se gi\u00e0 vi si leggeva un\u2019Apparizione di Cristo agli Apostoli dopo la morte, della Prova del cibo e dell\u2019Invio degli stessi a diffondere la fede, studi pi\u00f9 recenti vogliono riconoscervi un Concilio degli Apostoli, o i festeggiamenti relativi al conferimento alla Madonna del titolo di Theotokos al concilio di Efeso.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;136993&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;136994&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; style=&#8221;vc_box_border&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ciclo affrescato, in cui bisogna differenziare due diversi artisti, autori ognuno di una delle due pareti affrontate, dei quali il secondo sembra di inferiore capacit\u00e0, non ha precedenti nella nostra regione ed ha come diretto confronto l\u2019arte orientale cristiana provinciale pi\u00f9 che l\u2019ambiente veneziano bizantineggiante. E\u2019 possibile che si tratti di un artista giunto dall\u2019Oriente all\u2019epoca delle Crociate; con la conquista di Costantinopoli degli infedeli, nel 1204, si assiste altres\u00ec ad una diffusione in occidente di motivi bizantini attraverso oggetti della cosiddetta arte minore, quali miniature, smalti. La datazione viene cos\u00ec fissata tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, se non addirittura alla met\u00e0 di questo secolo per confronti con cicli orientali contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ciclo gotico sulla facciata esterna sud fu eseguito presumibilmente nel 1372, forse dopo il restauro che segu\u00ec una delle disastrose inondazioni che devastarono la chiesa. E\u2019 raffigurata una monumentale Crocifissione, i Santi Dorotea, Caterina, Sigismondo, Antonio Abate e Leonardo, San Michele che pesa le anime dei defunti e un Trionfo della Morte, ripreso dalla cappella di San Giovanni ai Domenicani di Bolzano, ed infine i Santi Erasmo e Nicol\u00f2, protettori contro l\u2019impetuosit\u00e0 delle acque. Sigismondo, figlio di Carlo IV, fu incoronato re d\u2019Ungheria in quell\u2019anno, ed \u00e8 possibile che questo sia il motivo per cui accanto al Santo, e solo in questo caso, \u00e8 riportata la scritta con il suo nome. La bottega che esegu\u00ec questi affreschi \u00e8 strettamente legata al Maestro delle Storie di Sant\u2019Urbano al Duomo di Bolzano, che all\u2019ambiente bolognese della sua formazione sovrappose l\u2019esperienza artistica di quello padovano-bolzanino.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[testo tratto da \u201cI luoghi dell\u2019arte\u201d \u2013 Volume Primo a cura di Gioia Conta]<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] La storia La chiesa, forse il pi\u00f9 interessante tra i luoghi di culto cittadini, rappresenta sicuramente la testimonianza storico-artistica pi\u00f9 importante di Merano. 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