Il 19 settembre 1991 una coppia di turisti tedeschi decisero di abbandonare le indicazioni del sentiero innevato per accorciare il loro rientro al rifugio Similaun. Poco dopo scorsero una buca di ghiaccio da cui emergeva la nuca di un cadavere: di certo non potevano immaginare di trovarsi di fronte alla più importante scoperrta archeologica del secolo: il corpo mummificato di un uomo del Neolitico. completo di vestiario, attrezzatura e armi di vario genere, fra cui un’ascia di rame. Il ghiacciaio della Val Senales aveva svelato forse per la prima volta e per pochi giorni il suo più grande tesoro.
Il ritrovamento di Ötzi, così venne chiamata affettuosamente la mummia, aveva sollevato subito un problema: il reperto archeologico si trovava all’interno del confine italiano o era in territorio austriaco? Il luogo, infatti, era al di là dello spartiacque alpino, sul crinale austriaco, ma l’interpretazione del tracciato dei confine era incerta per cui i due Stati ricorsero alle misurazioni ufficiali con le apparecchiature più moderne. Si scoprì così che per motivi di strategia militare, al termine della Prima Guerra Mondiale, il confine italiano era stato tracciato seguendo lo spartiacque della catena montuosa, ma con alcuni “triangoli” di territorio italiano inseriti all’interno del territorio austriaco per consentire così, in caso di ripresa della guerra, il posizionamento di armi pesanti dei due eserciti alla stessa quota.
Che strano destino quello di Ötzi: morire colpito alle spalle da un nemico e aprire migliaia di anni dopo un caso diplomatico!