IL NEOLITICO INIZIALE

I RITROVAMENTI

In Trentino continuano ad essere molto importanti i siti del riparo Gaban e di Loch di Romagnano. Anche in Alto Adige si hanno maggiori tracce di insediamenti stabili di fondovalle o a mezza costa, simili a quelli del Trentino. I principali si trovano a Castel Firmiano, San Giacomo, Appiano, Terlano, Villandro, che rappresenta uno dei siti più importanti sia per la presenza di resti di semi, orzo e frumento, sia perché vi sono le tracce, buchi nel terreno, della più antica abitazione dell'Alto Adige ( V millennio a.C.).
Nei dintorni di Merano è stato trovato un sito importante che sarà abitato anche nei periodi seguenti. Esso è CASTEL JUVAL, all'imboccatura della val Senales, sulle pendici di un'altura, a 500-800 m, dove è stato trovato un esteso insediamento posto su terrazzi, che ha fornito numerosi resti di ceramica e vari strumenti di selce. Più lontano è il ritrovamento di frammenti di ceramica sul Col di Tarces, presso Malles.

GLI INSEDIAMENTI E LE ATTIVITA'

LE DIMORE


In questa prima fase del Neolitico gli uomini continuano a vivere, nella maggior parte dei casi, negli stessi luoghi scelti dai cacciatori del Mesolitico. Le dimore sono ancora ripari sottoroccia (es. riparo Gaban) o anche all'aperto su terrazzi soleggiati (Villandro), vicino forse alle prime piccole aree coltivate, di cui tuttavia non si hanno ancora prove certe. Le capanne, in questo caso, erano costruite naturalmente con rami e tronchi di legno e ricoperte con varie fibre vegetali o forse pelli.

Le attività di un villaggio del Neolitico iniziale
Disegno tridimensionale di un gruppo di allevatori

LE ATTIVITA'

Per la regione atesina non si hanno prove sicure che indicano precisamente l'inizio del neolitico, mentre i resti ossei emersi dai depositi dimostrano che continuavano ad essere prevalenti la caccia e la raccolta. Oggetto prevalente di caccia è la selvaggina di bosco, sia grossa che minore: cervo, capriolo, cinghiale, lepre, tasso, castoro, talvolta lupo e orso. Dimostrata è invece la presenza di specie domestiche: non mancano infatti resti numerosi di ovini, con presenza anche, ma in numero minore di bovini e suini. Nasce quindi la figura del pastore.

LE TECNICHE E GLI STRUMENTI

In regione non si ha nessuna innovazione importante nelle forme o nelle tecniche della lavorazione della pietra tra Mesolitico e il primo periodo del Neolitico. Infatti si continua ad usare la pietra scheggiata, anche se la lavorazione è più precisa.
Invece è presente e piuttosto diffusa l'arte di lavorare la ceramica che testimonia l'esistenza di pacifici contatti e di scambi di beni con le popolazioni padane, confermati anche dalla presenza di conchiglie marine negli insediamenti trentini.

Immagine a lato:
punte di selce scheggiate di Vadena; IV millennio a.C.
(fotografia del Museo Archeologico di Bolzano)

ARTE E RELIGIONE

Notizie sulla sfera spirituale delle popolazioni che abitano l'Alto Adige sono ricavabili per via indiretta, facendo riferimento ai reperti del riparo Gaban in Trentino. Tuttavia l'interpretazione del loro esatto significato e del loro utilizzo non è sicura. Questi manufatti rappresentavano, in forme schematiche e stilizzate figure umane o animali tra cui:

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