Conferenze

Si conclude con il 2018 il pluriennale progetto di Tangram organizzato per ricordare anno per anno il centenario della Prima Guerra mondiale. Partito nel 2014 il progetto ha suscitato subito grande interesse raccogliendo attorno a sé oltre 400 persone. Quest’anno il tema centrale riguarderà le conseguenze del conflitto tenute nascoste alla società come l’arruolamento dei bambini soldato, le condizioni di vita delle donne nel dopoguerra, la massa di reduci rinchiusi negli ospedali psichiatrici. Un tema che deve essere ancora approfondito dal punto di vista storico, ma che può diventare anche un monito contro tutte le guerre.

Sala di Tangram, via Portici 204 a Merano – Ingresso libero

Storie incredibili di sopravvissuti

Martedì 10 aprile, ore 20:30
Ci sono storie del tutto sconosciute che meritano di essere raccontate perché è proprio grazie al comportamento in guerra del singolo soldato che molti venti cambiarono il corso della storia. E’ per esempio il racconto del soldato bambino mandato al fronte ad appena 15 anni che riesce a sopravvivere e a diventare poi un noto comandante; la storia di Benno Siegler che dopo il fronte alpino si trova a combattere un altro tipo di guerra.

Scemi di guerra

Martedì 17 aprile, ore 20:30
Non solo durante la guerra, ma anche per molti anni a seguire, centinaia di migliaia di soldati furono ricoverati per malattie mentali. Molti di loro furono rispediti al fronte dai medici militari dopo “cure particolari”, altri vissero per anni in manicomi psichiatrici, in gran parte abbandonati al loro destino. Su questo capitolo di storia, spesso trascurato e del tutto escluso dai testi scolastici, si concentrerà il tema dell’incontro, introdotto dal filmato “Scemi di guerra. La follia nelle trincee”, che ci permetterà di conoscere le conseguenze permanenti di un conflitto sulla psiche del soldato.

Vite coraggiose di mogli, madri, sorelle e soldatesse

Martedì 24 aprile, ore 20:30

Ci sono storie in gran parte ancora da raccontare. Storie che non ebbero mai l’onore della cronaca, ma che ne costituirono la trama silenziosa e nascosta. Per conoscerle bisogna inseguirne le tracce sopravvissute nella memoria degli eredi, negli archivi privati, nei luoghi stessi del conflitto. E’ quasi un mondo parallelo in cui rivivono le vicende delle “donne di guerra”: mamme, mogli, sorelle, vedove, bambine, alpiniste, soldatesse. Parlarne oggi a cento anni dal conflitto non è solo un atto di rispetto, ma anche un omaggio a queste donne il cui amore per i propri uomini e per la propria terra seppe oltrepassare la potenza dei politici e la prepotenza delle nazioni.