Tangram dedica il quarto anno del Progetto sulla Prima guerra Mondiale ai “Soldati di caverna”, all’uomo costretto a vivere come un topo dentro il ventre di una montagna o di un ghiacciaio o impiegato a scavare gallerie e altissimi viadotti per trasportare armi, uomini e merci al fronte. Interessantissimi incontri a cui partecipano esperti, storici e ricercatori per accendere i riflettori su aspetti poco conosciuti ma di estrema importanza per la sorte del conflitto.

Una città di ghiaccio nel ventre della Marmolada

Relatore: dott. Michael Wachtler

Martedì 23 maggio
Tratto da un famoso libro, questo incontro è dedicato ad una delle opere più ardite che siano mai state compiute sino al 1916: allestire un’intera città a 3.000 metri di quota all’interno di un ghiacciaio. L’opera fu portata a termine dall’esercito austroungarico nel giro di pochi mesi. Un intricato sistema di tunnel, ponti e scale collegava fra loro le numerose baracche di legno, tutte riscaldate da stufe a legna e illuminate da lampade a petrolio e acetilene. Enormi i problemi per gli uomini costretti a vivere in uno spazio inospitale e in continuo movimento, tanto che in estate le gallerie di ghiaccio cominciavano a sciogliersi diventando sempre più pericolose. Il numero di perdite fu così alto che venne impartito l’ordine di non seppellire nella neve i cadaveri in modo da evitare la contaminazione dell’acqua.