Tangram dedica il quarto anno del Progetto sulla Prima guerra Mondiale ai “Soldati di caverna”, all’uomo costretto a vivere come un topo dentro il ventre di una montagna o di un ghiacciaio o impiegato a scavare gallerie e altissimi viadotti per trasportare armi, uomini e merci al fronte. Una serie interessantissima di incontri a cui partecipano esperti, storici e ricercatori per accendere i riflettori su aspetti poco conosciuti ma di estrema importanza per la sorte del conflitto.

Col di Lana e le follie di una guerra

Relatore: dott. Giacomo Bollini

Martedì 9 maggio
Depositare cinque tonnellate e mezzo di esplosivo in una galleria scavata all’interno di un monte per far saltare un’intera montagna e porre così fine alla strenua difesa dei nemici arroccati sulla cima: ecco il folle piano militare studiato per vincere la resistenza austriaca sul Col di Lana, un avamposto strategico già costato oltre seimila morti. Le ultime ore vissute dagli uomini asserragliati nella loro trincea in attesa della grande esplosione raccontate da uno storico che ha studiato a lungo quel tragico giorno.

Le ferrovie più ardite d’Europa: il sogno di un esercito

Relatore: dott. Achille Ragazzoni

Martedì 16 maggio
Durante la Prima Guerra Mondiale si mise un moto un gigantesco meccanismo per rendere efficace il sistema di trasporti e l’allestimento di servizi logistici in grado di sostenere i milioni di soldati al fronte. Nel Trentino entrambi gli eserciti utilizzarono valli e pendii montuosi per costruire nuove e ardite strade ferrate con altissimi viadotti e lunghe gallerie in grado di superare gli ostacoli naturali.
Opere di alta ingegneria militare che consentirono di trasportare non solo merci verso il fronte ma anche feriti e prigionieri verso le retrovie. Proprio a quest’ultimi si deve la parte più importante delle opere realizzate: in migliaia furono infatti utilizzati per scavare gallerie e stretti passaggi montuosi in zone sino ad allora isolate dal resto del mondo.

Una città di ghiaccio nel ventre della Marmolada

Relatore: dott. Michael Wachtler

Martedì 23 maggio
Tratto da un famoso libro, questo incontro è dedicato ad una delle opere più ardite che siano mai state compiute sino al 1916: allestire un’intera città a 3.000 metri di quota all’interno di un ghiacciaio. L’opera fu portata a termine dall’esercito austroungarico nel giro di pochi mesi. Un intricato sistema di tunnel, ponti e scale collegava fra loro le numerose baracche di legno, tutte riscaldate da stufe a legna e illuminate da lampade a petrolio e acetilene. Enormi i problemi per gli uomini costretti a vivere in uno spazio inospitale e in continuo movimento, tanto che in estate le gallerie di ghiaccio cominciavano a sciogliersi diventando sempre più pericolose. Il numero di perdite fu così alto che venne impartito l’ordine di non seppellire nella neve i cadaveri in modo da evitare la contaminazione dell’acqua.