Archivio delle conferenze e visite 2013

Conferenze

3figliedellastoria_2013Tre appuntamenti di Tangram sono dedicati alle figure femminili che nell’arco della storia dell’Alto Adige/Südtirol sono entrate nella leggenda. Partiremo dal Neolitico per arrivare attraverso ricerche scientifiche, l’immaginario collettivo e le storie personali al periodo dell’Inquisizione.

La Venere del grande fiume (16.04.13) pdf
Relatrice: dott.ssa Ulrike Kindl
Una conferenza che ci porta lontano nel tempo, alle tribù matriarcali stanziate nel Neolitico nell’Europa centrale e nella Valle dell’Adige, dove sulla conca più soleggiata sorgevano i primi villaggi di agricoltori. Il menhir con sembianze femminili rinvenuto a Lagundo e l’importantissima tomba con il “Foro dell’anima” di Quarazze, usata per la sepoltura di un importante personaggio femminile, ci portano alle origini della storia, quando lungo il fiume esisteva il culto millenario dedicato a Madre Terra e nelle tribù il ruolo femminile era predominante.

Maultasch: nel Medioevo la prima femminista (23.04.13) pdf
Relatrice: dott.ssa Barbara Ricci
Una conferenza dedicata a Margherita di Tirolo, eroica castellana capace di resistere all’assedio del grande esercito guidato da Carlo IV, re di Boemia e futuro imperatore. Più che una sconfitta militare Carlo IV la prese come un’offesa all’orgoglio maschile e mentre la città di Merano subiva l’atroce vendetta, per la contessa si aprivano le porte della storia e il personaggio poteva entrare nel mito.

Processo alla strega più famosa dell’Alto Adige (30.04.13)
Relatrice: dott.ssa Pinuccia Di Gesaro
All’inizio dell’Età moderna si intensifi ca anche in Tirolo la caccia alle streghe di cui sono testimonianza processi di massa in regione. Barbara Pachlerin di Sarentino fu una di queste vittime. Processata a Castel Reinegg a Sarentino, fu condannata per stregoneria e quindi bruciata nel 1540 a Ottenbach (Rio Deserto – Sarentino) per mano del boia di Merano. Come lei altre 82 donne e decine di uomini subirono in pochi anni la stessa sorte in una regione alpina che non si discostava dalla linea seguita in altre parti d’Europa.

Visite guidate

clarisse_11052013_miniNel silenzio del chiostro (11.05.13) pdf
Relatrice: suor Emmanuela
Dedicata al convento delle suore Clarisse di Borgo Valsugana; un’occasione rara per cercare di capire come e perché alcune donne abbiamo optato per una vita di clausura e di preghiera. L’incontro ci ha portato indietro nel tempo quando nel Medioevo le Clarisse erano presenti anche a Merano, nell’attuale sede della Banca Popolare di Piazza del Grano, e per rispettare il voto del silenzio, avevano fatto erigere un passaggio sopraelevato per raggiungere la chiesa sul lato opposto del convento.

clarisse_2013_4mini clarisse_2013_3mini clarisse_2013_1mini

roncolo-piegh_25032013roncolo_250513La femminilità nel Medioevo (25.05.13)
Relatrice: ins. Traudl Varesco
La visione degli affreschi di Castel Roncolo si presenta all’incuriosito visitatore come un libro di moda, dove il trucco, il corredo femminile e gli eleganti abiti svelano un mondo medievale ancora tutto da scoprire. Grazie alle sue approfondite conoscenze, l’ins. Traudl Varesco, ci ha presentato una donna perfettamente cosciente del ruolo di subalternità assegnato dalla società dell’epoca, ma anche capace di invertire i ruoli attraverso l’uso intelligente della diplomazia e di linguaggi simbolici.

Pietre d’inciampo – Stolpersteine

pietredinciampo_2013Relatore: prof. Pietro Fogale pdfstolpersteine
A ricordo delle vittime dei lager nazisti sono stati inseriti in alcuni marciapiedi o in alcune piazze di Merano dei cubetti di porfido.
L’iniziativa fa parte di un progetto culturale dell’artista tedesco Günter Demnig, che ha inciso alcuni dati identificativi degli ebrei deportati durante la seconda guerra mondiale.
Grazie all’interessamento di quattro Istituti superiori della città, le 33 ”Pietre d’inciampo” di Merano diventano una traccia indelebile della storia più recente che il Festival delle Resistenze, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Bolzano, ha voluto valorizzare.
Le visite guidate si sono svolte nei luoghi più significativi del percorso cittadino per conoscere non solo le singole vicende, ma anche per riflettere sull’intreccio tra storie personali e altri eventi storici, come la strage del 30 aprile 1945 a Merano o la cosiddetta “Operazione Odessa”, un programma segreto per coprire la fuga dei gerarchi nazisti verso l’America.